martedì 21 luglio 2009

Nicola Piovani ieri sera a Scicli (Museo della Pietra)






Scusate la qualità delle immagini...sono riprese dal cellulare.

venerdì 10 luglio 2009

Truppe (ir)regolari

Dopo qualche tempo (del resto l'accesso ad internet non è dappertutto così semplice) ecco un altro interessante contributo di Giorgio Caccamo, esperto in Culture e Diritti Umani, da qualche mese in Congo per un interessante progetto di cooperazione internazionale.



Dopo una snervante attesa di tre giorni dall’annuncio “ufficiale”, giovedì 9 luglio sono arrivati nel villaggio di Muhanga i soldati congolesi della FARDC.

Inizialmente sono apparsi tranquilli e cordiali, ma la situazione è totalmente cambiata nel momento in cui è emerso con chiarezza il ruolo degli ufficiali tutsi ruandesi. Sostanzialmente si può dire che si tratti del distaccamento dell’esercito ruandese in RDCongo e non delle truppe regolari congolesi, visto appunto il peso del CNDP al suo interno.

L’atteggiamento è aggressivo, arrogante, cattivo, i toni tutt’altro che cordiali e concilianti. Gli ufficiali congolesi che hanno lasciato Muhanga per Bunyatenge sembrano invece disponibili e “ragionevoli”, ma preoccupano piuttosto i capi tutsi e i soldatacci che sono rimasti. D’altra parte, lasciare il comando del contingente nel villaggio ad un tutsi sbruffone ed arrogante è più di una provocazione: il timore comune è infatti che agli hutu del FDLR (discendenti dei responsabili del genocidio ruandese del 1994 e/o presunti tali) si sia offerto un pretesto inoppugnabile per attaccare l’esercito congolese, mettendo però così in pericolo la sicurezza e la vita stessa della gente del villaggio.

Quest’ultima, a parte qualche ipocrita che non ha perso l’occasione di accogliere a braccia aperte i soldati (più o meno come quando c’erano i ribelli mayi-mayi…), si è tranquillizzata solo un poco nella mattinata, ma la tensione, il nervosismo e l’incertezza, più che la paura stessa, sono palpabili ancora molte ore dopo.

Ancora una volta, però, non manca chi trova il modo di fare affari e guadagnare dall’arrivo dei soldati. Non conta la divisa, la bandiera o la sigla: un militare congolese va sempre alla ricerca delle stesse cose. Ed infatti le prostitute si sono già adoprate a fornire ai soldati il pessimo e deleterio alcol che si beve da queste parti. E al calar della sera non mancherà certamente l’altra gradita “merce”…

Purtroppo la gran parte dei soldati è inequivocabilmente dedita all’alcol e alle droghe, il che non depone certo in favore della sicurezza e della fiducia della gente.

Manca poi chiarezza sui tempi e gli obiettivi di questa operazione. Quel che invece emerge con chiarezza è la pessima strategia generale dell’esercito congolese e dunque del governo di Kinshasa. Il presidente Kabila non può più nascondere una certa connivenza (o perlomeno l’accondiscendenza) con il regime di Kagame, responsabile a sua volta del sottaciuto genocidio congolese e dell’intera catastrofe bellica del Congo orientale.

Kabila ha l’appoggio diretto ed esplicito della Francia, ma non può ugualmente inimicarsi gli USA, il potente ed ingombrante padrino del Ruanda. Sono in gioco gli interessi economici e strategici delle grandi potenze (non esclusa la Cina), le mire espansionistiche del Ruanda, a scapito della teorica integrità territoriale e politica della RDCongo.

Peraltro sembra quasi che il governo congolese voglia favorire indirettamente lo smembramento del paese, come dimostra la recente modifica della ripartizione territoriale: il passaggio da 11 a 25 province (regioni) renderebbe tutt’altro che difficile l’espansione del Ruanda e forse anche dell’Uganda nelle ricche zone orientali, come il Kivu e l’Ituri.

In definitiva, anche un’operazione relativamente piccola come quella di Muhanga dimostra che la posta in gioco è molto alta, ma conferma ancora che il prezzo da pagare sarà a carico della pacificazione e della democratizzazione del Congo.


(Giorgio Caccamo)




domenica 31 maggio 2009

anzi....




"La sentenza non ti impedirà di fare politica con noi...."


....anzi...